Lo scorso dicembre c’è stato un sondaggio in città (e contemporaneamente sul blog) con la domanda: “Qual è il tuo diritto preferito?” Un modo diverso e interattivo per far conoscere la Dichiarazione dei Diritti Universali, ma anche per soffermarsi su notizie che oggi sanno di “questioni di principio” ma che non lo sono. Soprattutto quando capita che l’ennesimo presidente di qualche nazione decida di far costruire l’ennesimo muro: altro non è che la conferma di come i diritti non si possano dare per scontati.  Al sondaggio hanno partecipato in 438.

 

I risultati del voto Il voto poteva essere uno, a scelta tra cinque articoli tra cui votare. E sì, con l’idea di solleticare un po’ gli animi, gli articoli parlavano del diritto a un tribunale indipendente (articolo 10), alla libertà di movimento e residenza (articolo 13), della libertà di opinione ed espressione (articolo 19), alla sicurezza sociale (articolo 22), al diritto al lavoro (articolo 23).

 

Il voto on line ha registrato 147 click. Il più votato: l’articolo sul diritto al lavoro (43 preferenze), mentre il meno scelto è l’articolo 13, sulla libertà di movimento.

Sabato 10 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti Universali, con i Servizi Civili Nazionali di Collegno si è proposto lo stesso sondaggio nei supermercati, giardini, piazze e mercati. In tutto gli intervistati sono stati 291. Curioso che in strada siano successe le stesse dinamiche del web: l’articolo più votato con 89 preferenze è stato nuovamente quello sul lavoro, mentre gli articoli 13 (sulla libertà di movimento e residenza) e il 22 (sul diritto alla sicurezza sociale) hanno visto meno interesse.

«Durante le interviste in strada – racconta Luisa, una delle giovani in Servizio Civile Nazionale – in molti si sono lamentati per la situazione attuale del lavoro in Italia, esprimendo insoddisfazione e sperando in un cambiamento soprattutto per il mondo giovanile. Ci ha stupiti il fatto che tutti conoscessero la Dichiarazione». 

 

Perché “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti”. Solo che pochi di essi se lo ricordano.


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#sottoattacco

 

Ventisette.

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Collegno ha voluto trasformare un atto vandalico 

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